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Per attività amatoriale intendiamo riferirci a tutte quelle praticità svolte
all'interno del bosco, che vengono eseguire per passione, per amore. Il termine
stesso proviene dal Francese amateur: amatore, appassionato.
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L'amatore dunque è quell'appassionato intenditore e/o ricercatore di qualcosa
che non può essere apprezzato da tutti (o difficilmente). Si sente spesso dire
"Esemplare per amatori!" oppure "prezzo per amatori!" per riferirsi al valore
che un oggetto ha per un ipotetico acquirente intenditore, indipendentemente dal
valore di mercato dell'oggetto.
Non si tratta di professionista dunque, ma di dilettante. Il dilettante, è colui
che fa una certa attività "con gioia", che riesce nello stesso tempo, a goderne
perché mantiene il distacco necessario a farlo, ed è sempre pronto a
ricominciare daccapo, dedicandosi ad un'altra attività, ad un altro gioco, ad
un'altra forma di "gioia", di vivere e di impegnarsi.
Esso è contrapposto al professional che vive del suo lavoro, basato sulle
conoscenze scientifiche e tecniche messe assieme.
Dilettante come Stendhal: "conoscere qualcosa non significa necessariamente
esservi dentro, sprofondarvi, ma forse riuscire a tenere da esso la giusta
distanza."
In questo consiste - forse banalmente o illusoriamente - la probabilità che
l'amatore, il dilettante, conosca ciò a cui si dedica, meglio di chi lo fa
soprattutto per professione.
Essere dei dilettanti, dilettarsi in e di qualcosa, implica, per Sciascia, "la
capacità di provare piacere, godimento e gioia nella realizzazione pratica".
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