Attività didattiche

Vestiti con tute termiche impermeabili e stivali di gomma, i bambini imparano a contatto con la natura e crescono più coraggiosi e creativi. Sono sempre di più i bambini che vanno a scuola nei boschi, soprattutto in Svizzera, in Germania e in Finlandia. E’ un vero e proprio boom dettato dal fatto che secondo molti scienziati il contatto diretto con la natura fa crescere i piccoli più sani, più creativi, più coraggiosi e anche più sicuri di sé. Ma come è possibile andare all’asilo o a scuola in una foresta?

Basta dotare i bambini di tute termiche impermeabili e di stivaletti di gomma: in questo modo possono restare all’ aria aperta anche in caso di pioggia o di neve, dicono gli insegnanti impegnati in questo nuovo tipo di scuola. All’aria aperta si impara a giocare in modo diverso da quello tradizionale, a stare insieme, a conoscere i segreti della natura e, da poche settimane a questa pare, anche a fare le addizioni e a studiare l’etologia, almeno in Svizzera, dove, oltre, ai 15 asili nel bosco già esistenti,, da poco è nata la prima scuola, sempre nel bosco. Per il momento riguarda solo le prime tre classi elementari ma in futuro c’è già chi pensa di arrivare alle scuole medie. Si tratta di una scuola tutta particolare. Non ci sono i banchi, non ci sono le aule, e quindi non ci sono delle vere e proprie classi. I piccoli imparano a fare le somme e le moltiplicazioni contando le ghiande delle querce, e i segreti degli uccelli e degli insetti osservandoli dal vivo nel pieno della loro attività. E i libri? I libri sono conservati nell’unico spazio riparato a disposizione degli alunni: una casupola in legno dove, assieme ai testi scolastici, ci sono anche lunghi tavoli su cui poter disegnare e scrivere.

Tutto è iniziato nel 1988. Remo Gulolz, un insegnante di 42 anni, ha fondato il primo asilo nei boschi nei boschi in Svizzera prendendo spunto da realtà analoghe in Germania (dove attualmente ci sono 400 asili nei boschi) e in Finlandia. In particolare è a san Gallo, città di quasi 75 mila abitanti nel nord est della Svizzera, che è iniziata l’avventura di Gugolz. A lui si sono affiancati Regula Borrer e Marius Tschirky, rispettivamente direttrice e insegnante dell’asilo.

L’attività nei boschi inizia alle 9 del mattino, con un girotondo o una filastrocca e prosegue fino alle 4 del pomeriggio. Si cucina, si mangia, si fanno le attività più diverse costantemente immersi nella natura. I bambini hanno a disposizione piccoli coltellini, miniseghe e altri attrezzi, con cui portare a termine lavoretti di ogni genere – “Di pericoli non ce ne sono – spiegano i promotori della scuola nei boschi-. In otto anni di esperienza non è mai accaduto niente di male a nessun bambino”.

Ma a cosa è dovuto il successo degli asili e delle scuole nei boschi? Secondo i pedagogisti, l’intimo contatto con la natura è benefico per tre aspetti.

Al centro della crescita del bambino viene messo il rapporto sensoriale con la natura: vista e udito vengono stimolati dal canto degli uccelli e dal fragore della pioggia che cade. Il bosco diviene presto un luogo familiare dove fretta e nervosismo non hanno motivo di esistere. I piccoli, in questo ambiente, non trovando tutto pronto come a casa, sono portati ad aguzzare l’ingegno: il pranzo devono prepararli da soli (aiutati naturalmente dai maestri) e i giochi li devono inventare o costruire dal nulla. L’auto-apprendimento. I bambini imparano da soli a gestirsi sperimentando in prima persona le difficoltà del vivere sempre all’aria aperta, e i maestri li lasciano fare dando loro dei suggerimenti solo quando è strettamente necessario.

E in Italia? Nel nostro paese non ci sono scuole o asili nei Boschi. Tuttavia ci sono Istituti che assicurano ai più piccoli il contatto con la natura, tramite appositi spazi, limitrofi agli edifici scolastici dedicati alla coltivazione dell’orto e all’allevamento delle oche e delle galline. L’ A.S.I., Associazione Selviturismo Italia, propone attività Didattiche (ed altro ancora) da sperimentare in Selviturismo.