E tu che albero sei?

Disegna un albero e ti dirò chi sei
Attenzione. Prima di iniziare a leggere dovete munirvi di carta e penna. Fatto? Bene, adesso disegnate un albero. A questo punto potete confrontare il vostro schizzo con quelli che vedete in queste pagine. Radici, tronco, chioma. Individuate, parte per parte, le immagini più simili a quelle che avete tratteggiato. E correte a consultare il vostro profilo psicologico. Mettete insieme i tre risultati (radici, tronco, chioma) e avrete – senza umbra di dubbio – una perfetta descrizione di voi stessi.
Ecco, potreste obbiettare, il solito test. In effetti è un test, ma insolito. Perchè funziona. Lo abbiamo sperimentato noi stessi per giorni. La cosa è iniziata come uno scherzo. Poi ci siamo accorti che il libro della psico-pedagogista Evi Crotti “E tu che albero sei?” (Mondatori, pp. 174, euro 10,5) è come Mussolini: ha sempre ragione. (Dal libro abbiamo tratto tutto il materiale che potete vedere, selezionato tra i casi più frequenti: nel volume però ce n’è molto altro, più dettagliato e accompagnato da una introduzione). Del resto, il test dell’albero ha una lunghissima storia: fu elaborato nel 1949 dallo psicologo Karl Koch e perfezionato nei decenni successivi.
Perché proprio un albero? L’uomo ha sempre attribuito alle piante un fortissimo significato simbolico. Pensate all’albero della vita nell’Eden. O al fico sacro del buddismo. O ancora al legno eretto, centro dell’universo, della mitologia cinese. Potremmo proseguire con i greci,gli egiziani, i celti. Meglio fermarsi qui. Disegnare alberi può diventare una mania contagiosa. Non ci credete? Non vi resta che provare in prima persona.

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