Cibo

L’individuo che si trovi costretto ad un regime di sopravvivenza può essere più o meno preparato a tale evenienza. Fra quanti rientrano nel primo caso, si possono annoverare, di massima, piloti costretti ad abbandonare il velivolo e naviganti in caso di naufragio. Questi, che potremmo definire appartenenti a categorie “ad alto rischio”, hanno tra i loro equipaggiamenti o nei battelli di salvataggio, razioni di emergenza. In questo caso è raccomandabile economizzare la consumazione di tali razioni tenendole, per quanto possibile, di riserva ed evitando di mischiarle a cibo naturale.
Si rende pertanto necessario mettersi all’immediata ricerca di cibo naturale e dividere le risorse in tre parti, l’ultima delle quali va utilizzata come emergenza, cercando di rimpiazzarle non appena se ne consumi una.
Parimenti, anche chi al momento del distacco dal consorzio urna no non disponesse di razioni di emergenza (e saranno i più) dovrà, superando molti pregiudizi in fatto di cibo, rivolgere la propria attenzione alla flora e alla fauna. Le necessità del corpo umano, per poter sopravvivere ed operare, possono essere soddisfatte con cibi contenenti:
carboidrati: prevalentemente di origine vegetale;
proteine: prevalentemente di origine animale;
grassi: di origine in parte animale, in parte vegetale.

Anche se ciascuno di questi elementi assolve specifiche funzioni nel rinnovamento dei tessuti, nei processi biochimici e negli scambi vitali, appare evidente come, in regime dì sopravvivenza, non si possa andare per il sottile e sia impensabile poter seguire una dieta bilanciata, con le giuste proporzioni fra gli elementi sopraindicati. Sarà quindi necessario dare una priorità alla ricerca dei cibi, considerando che i grassi sono meno importanti e che una dieta con un loro alto contenuto provoca una serie di disturbi digestivi, principalmente a carico del fegato. Gli zuccheri, invece, contribuendo in maniera determinante all’efficienza di cuore e cervello, risultano essere più importanti delle proteine che concorrono alla conservazione delle masse muscolari e sono di facile reperibilità, essendo presenti in grandi quantità nei vegetali (radici, frutti, bacche, ecc.).
La fame ha delle grandi implicazioni di carattere psicologico ed è un meccanismo che varia da individuo ad individuo, tanto che soggetti abitudinari hanno grandi difficoltà a dominarla negli orari prossimi ai pasti, mentre ciò accade in misura minore a chi è abituatoa mangiare ad orari irregolari o, addirittura, a saltare i pasti. Inoltre, particolari stati d’animo comportano maggiori o minori stimoli di carattere fisiologico che vengono avvertiti, a causa dei movimenti dello stomaco e di variazioni glicemiche, come crampi da fame. Essendo preponderante la causa psicologica, è quindi possibile controllare la fame quando ci si renda conto che la mancata assunzione di cibo non crei pericoli all’organismo, tanto che, contrariamente a quanto avviene per l’acqua, è possibile sopravvivere senza mangiare, anche per parecchi giorni.