Vino

Il vino ha una propria storia che è in pratica legata alla storia dell’umanità stessa.
Risulta quindi difficile tracciarne un percorso senza unire il percorso stesso alla storia dell’uomo.

Le prime conoscenze arrivano addirittura dalla Bibbia, in cui troviamo un passo dove viene descritto che Noè, da poco sbarcato dall’arca, pianta una vite ottenendo una vigna e di conseguenza traendone vino, testimoniandoci che fin dall’epoca le virtù del vino erano già note.

Anche in epoca egiziana troviamo note dell’importanza del vino, derivata dall’analisi dei numerosi geroglifici che narravano la produzione del vino destinato ai faraoni, vino “nobile” che differenziava, probabilmente, dal sapore del vino come noi lo conosciamo, ma che sicuramente delineava come una tavola imbandita dovesse avere una brocca del prezioso nettare.

L’ingresso in Europa avvenne dai Greci, che lo diffusero principalmente sull’area mediterranea italiana, spagnola e francese.
L’Italia in modo particolare ne diffuse ulteriormente lo sviluppo, facendolo arrivare, durante l’Impero Romano, ben più a nord di Roma.

I Romani conservarono per primi il vino non in anfore, usanza tipica dei Greci, ma in bottiglie di vetro ed in barile, dando vita per prima al concetto di annata e di invecchiamento, oggi indispensabile per la scelta di un vino.

La scuola medica Salernitana del Medioevo ci suggerisce l’uso del vino medicato: il vino quindi, come mezzo di estrazione dei principi attivi delle piante, lasciate macerare in esso.
“Il vino se puro, ti da parecchi benefici: conforta il cervello, allieta il tuo stomaco, sottrae dal tuo corpo ivapori nocivi, rilassa il tuo ventre se pieno, acuisce il tuo ingegno, nutre la tua vita e sciarisce il tuo udito, rinforza il tuo corpo ed irrobustisce le tue membra>”.

I nostri vecchi dicono: “il vino fa buon sangue” mettendo in evidenza la riconosciuta azione antianemica; “bere per dimenticare” per l’effetto sulla attività psichica dell’uomo; oppure “il vino è il latte dei vecchi”, inteso come alimento, concetto confermato dai recenti studi di geriatria. “E’ meglio puzzare di vino che di olio santo”, altra proprietà, confermata, di vino come fattore di longevità. E che dire del vino caldo, con spezie, per il raffreddore (da cui sono immuni gli ubriaconi) e si potrebbe continuare all’infinito.

Concludiamo, altro proverbio solo dicendo che “l’abuso dell’uso porta al disuso” parafrasando altro proverbio riferito ai vizi dell’uomo in genere: “Bacco, tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere” ed abbiamo detto tutto.

In Francia cominciarono ad essere prodotti i vini nella terra di Borgogna, nella Champagne e nella Loira, proprio vicino ai castelli che tutti noi conosciamo.
Da queste prime apparizioni in terra francese venne delineata quella che poi sarebbe stato il ruolo della Francia stessa in materia di vino, ovvero la produzione dei “Grandi Vini” che solo recentemente ha cominciato a conoscere degli antagonisti, tra l’altro proprio dall’Italia.
L’Italia si è sempre “vantata” di saper produrre il vino meglio degli altri paesi.

Pur riconoscendo gli indubbi pregi del vino locale, occorre anche sottolineare che non tutto il territorio è stato degnamente sfruttato nella politica di creazione del vino pregiato.

Pur riconoscendo alla Francia il primato di saper fare un ottimo vino, occorre anche però sottolineare come negli ultimi anni il nostro Paese sia complice di un’evoluzione tendente sempre più a maggiore qualità, trasformando il vino in un'”opera d’arte”!