Yoga

Lo Yoga è una delle sei darshana, ovvero i sistemi ortodossi della filosofia induista.

Fisiologia sottile. Sono visibili i chakra (ruote di energia), le nadi (canali) e Kundalini (Energia Madre che si trova a livello dell’osso sacro)
Dalla radice sanscrita yuj che significa “unione” o “vincolo”, Yoga indica l’insieme delle tecniche che consentono il congiungimento del corpo, della mente e dell’anima con Dio (o Paramatma). Colui che segue e pratica il cammino dello Yoga è chiamato yogi o yogin.
La prima grande opera indiana che descrive e sistema le tecniche dello Yoga è lo Yoga Sutra (Aforismi sullo Yoga), redatto da Patanjali, che raccoglie 185 aforismi. Gli studi tradizionali indiani identificavano Patanjali con l’omonimo grammatico vissuto nel III secolo AC ma studi filologici più moderni hanno postdatato la redazione dell’opera ad un’epoca presumibilmente altomedievale.

Patanjali indica al praticante gli 8 stadi (o arti) dello Yoga, cioè gli otto passi che conducono all’unione con Paramatma:

Yama – comandamenti morali
Niyama – norme di autopurificazione
Asana – posizioni del corpo
Pranayama – controllo del respiro
Pratyahara – emancipazione della mente
Dharana – concentrazione
Dhyana – meditazione
Samadhi – stato di coscienza superiore (unione con Paramatma)

La fisiologia indiana

Le tecniche insegnate dallo Yoga si fondano sulla fisiologia indiana secondo la quale il corpo umano è attraversato da canali energetici, le nadi, nei quali scorre il prana, l’energia universale. Le nadi sono oltre 40.000 ed irragiano tutto il corpo dell’energia dell’universo, i tre canali più importanti sono ida, pingala e sushuma che scorrono intorno alla spina dorsale incrociandosi in alcuni punti. Per una descrizione più approfondita dell’argomento vedi le seguenti voci:

chakra
nadi
kundalini

Le principali pratiche

Istruttore Yoga mentre esegue un’asana dello Hatha Yoga. Questa breve descrizione della fisiologia indiana è utile per comprendere il significato delle principali tecniche “esteriori” dello Yoga:

Asana (posizioni)
pranayama (tecniche di respirazione)
meditazione

La meditazione recettiva

Nello Yoga, è chiamata meditazione recettiva quella tecnica che, attraverso il silenzio e l’assenza di pensieri, permetterebbe alla mente di raggiungere il livello definito di “coscienza trascendentale”, ossia uno stato di coscienza ancora più sottile del sonno in cui la mente è completamente espansa e silente, noto anche come “consapevolezza senza pensieri”.
Tale stato favorirebbe l’esperienza della visione e, ad un livello superiore, dell’illuminazione, ossia della rivelazione della divinità onnipresente. Alla recezione seguirebbe la fase della “registrazione”, cioè della fissazione, immediata o a distanza di tempo, dell’esperienza nella psiche.

Asana

Le Asana sono posizioni del corpo con le quali il praticante purifica e rafforza i canali energetici, spingendo il prana a scorrervi all’interno. Ogni posizione fa confluire maggiore prana verso specifiche parti del corpo, irradiando le relative nadi ed i chakra interessati. Le posizioni, quindi, non sono soltanto complessi esercizi ginnici, bensì strumenti per incanalare l’energia nelle diverse parti del corpo.

Pranayama

Il Pranayama è un insieme di tecniche di respirazione che consente l’accumulo e l’utilizzo del prana. Attraverso il controllo del respiro il praticante è in grado di purificare il corpo e la mente.

Alcuni tipi di Yoga classico

Bhakti Yoga (Y. della devozione)
Hatha Yoga (Y. fisico)
Jnana Yoga (Y. della conoscenza)
Karma Yoga (Y. dell’azione)
Dhyana Yoga (Y. della meditazione)
Mantra Yoga (Y. delle formule o mantra)
Raja Yoga (Y. regale): conosciuto anche come Ashtanga Yoga

Altri tipi di Yoga

Ananda Marga Yoga
Iyengar Yoga
Kriya Yoga
Kundalini Yoga
Sahaja Yoga
Anusara Yoga

Alcuni testi classici

Bhagavad Gita (v. Mahabharata): Il Canto del Beato (v. Karma Y., Jnana Y., Bhakti Y., Dhyana Y.)
Gheranda Samhita: (v. Hatha Y.)
Hatha Yoga Pradipika: (v. Hatha Y.)
Upanishad: (v. Jnana Y.)
Veda: (v. Jnana Y.)