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Alla ricerca di Lumache
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La lumaca di terra (o chiocciola) è un mollusco, ossia un animale privo di
scheletro. In Italia per l'alimentazione vengono utilizzate tre specie di
lumache: la Helix pomatia (la Borgognona), la Helix aspersa (la Ligure), la
Helix lucorum (la Vignaiola, la più pregiata). Attualmente le lumache destinate
all'alimentazione provengono per la maggior parte da allevamenti specializzati
(le aziende di elicicoltura). In questi impianti il mollusco viene posto nelle
condizioni ambientali ideali, favorendone la riproduzione.
Da un lavoro realizzato da ricercatori dell’Università di Parma è stato
dato un contributo per l’approfondimento delle conoscenze utili ai fini
della valorizzazione del prodotto alimentare “lumaca”.
È stata realizzata un’indagine sul contenuto in principi nutritivi delle
diffuse specie di chiocciole del genere Helix in Italia. Un approfondimento
particolare ha riguardato la composizione in acidi grassi della componente
lipidica della parte edibile della chiocciola. Vengono inoltre
sinteticamente riportati anche i risultati del confronto intra-specifico in
termini compositivi fra molluschi prodotti in allevamento e molluschi
raccolti in natura.
Per la rilevazione dei dati sono state analizzate lumache appartenenti alle
specie lucorum, aspersa, pomatia, aperta e vermiculata del comune genere
Helix provenienti da diverse zone del paese ( provincie di Cagliari,
Caserta, Cuneo, Lecce, Modena, Ravenna e Verona). Il prodotto era, per la
maggior parte, proveniente da raccolta in natura e, per le sole specie
lucorum, aspersa e pomatia, è stato analizzato anche prodotto di
allevamento. Le lumache sottoposte ad analisi erano opercolate e, ad
eccezione dei soggetti della specie aperta, di pezzatura relativamente
omogenea con peso compreso fra i 12-16 grammi. Queste ultime avevano una
pezzatura compresa fra 4 e 5 grammi.
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Valutazioni generali sulle caratteristiche alimentari delle lumache
Dalle analisi svolte si può sostenere che la lumaca ha un buon contenuto in
sostanza secca. Il contenuto medio in proteine è pari a 12,4% ed è, fra i
principi nutritivi, quello che presenta la maggior variabilità in funzione della
specie.
Il maggior contenuto proteico, pari a 14,9%, compete a H. lucorum mentre il
minor contenuto, pari a 10,2%, compete a H. vermiculata; H. aspersa e H. pomatia
hanno un contenuto proteico intermedio alle due specie suddette. Non sembrano
invece sussistere, all’interno della stessa specie, sostanziali differenze nel
contenuto proteicofra prodotto raccolto in natura e prodotto allevato.
Il contenuto medio in ceneri è risultato pari a 2,2% con valori che variano fra
un minimo dell’1,4% e un massimo del 2,5%.
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Quelli rilevati sono valori sicuramente alti ma giustificati dalle necessità
metaboliche e fisiologiche del mollusco in accrescimento per la genesi della
conchiglia (per larga parta costituita da fosfato di calcio). I valori
riscontrati sono comunque nell’ordine di grandezza di quelli propri dei
gasteropodi.
Gli estrattivi, quota parte della composizione tissutale ascrivibile agli
zuccheri, costituiscono nel loro insieme un’eterogenea categoria di composti di
cui il glicogeno è, nei tessuti animali, quello predominante. Il riscontro di
quantità relativamente elevate di estrattivi nelle carni della lumaca viene,
secondo alcuni autori, ricondotto alla specificità di questi polmonati rispetto
agli altri animali eterotermi ad immagazzinare le riserve energetiche in forma
di polisaccaridi piuttosto che di grassi. Il valore energetico è modesto e mai
superiore a 90 kcal/100 grammi. Il contenuto di grasso, il cui valore medio
risulta essere pari allo 0,6%, presenta un ridotto intervallo di oscillazione
considerato che il valore massimo (1,1%) è stato rilevato in un campione
soltanto.
La massa muscolare del prodotto analizzato presenta pertanto ridotte quantità di
grassi di deposito a vantaggio del grasso a valenza strutturale facente parte
delle membrane che avvolgono le cellule. È stato inoltre effettuato un confronto
intra-specifico fra lumache raccolte in natura e allevate con lo scopo di
effettuare una valutazione, che qui viene riportata, di un eventuale effetto
riconducibile all’allevamento confinato e/o della dieta sulla composizione in
principi nutritivi della massa muscolare del piede. Nelle lumache in oggetto non
sono state rilevate differenze significative né a carico della quantità totale
di grasso né a carico della composizione in acidi grassi fra i soggetti allevati
e quelli della stessa specie raccolti in natura.
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(1) Novelli E.*, Giaccone V*., Balzan S.*, Ghidini S.°, Bracchi P.G.°.
“Indagine sul valore dietetico-nutrizionale della lumaca. confronto fra specie e
fra soggetti raccolti in natura ed allevati” Ann. Fac. Medic. Vet. di Parma (Vol.
XXII, 2002)-pag. 49 - pag. 56
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